Sei in: Home page > Autori > Ivo Milazzo
Francesco Bosco [24/02/2025]
Ivo Milazzo è stato uno dei miei disegnatori preferiti di sempre. La sua “arte” ha avuto il potere di entrare nel mio cuore con una forza straordinaria, trasformandolo in un elemento imprescindibile della mia visione del fumetto. Quando penso a lui, inevitabilmente il pensiero va a Ken Parker, la serie che ha realizzato con Giancarlo Berardi, un connubio perfetto tra sceneggiatura e disegno che mi ha fatto vivere una vera e propria fulminazione.
Da sempre devoto lettore di Tex, soprattutto delle storie disegnate da Galleppini, Ticci e Letteri nel periodo che va dalla fine degli anni ’70 in poi, credevo che quello fosse il mio fumetto per eccellenza, il mio punto di riferimento, la sintesi di ciò che un fumetto western potesse offrire. Tuttavia, l’arrivo di Ken Parker e il suo tratto intenso e realistico hanno stravolto questa convinzione, portandomi a un viaggio emotivo che ha fatto spazio, nel mio cuore, a un nuovo personaggio, capace di suscitare sensazioni forti e commoventi.
La serie di Ken Parker, con la sua narrazione matura e senza facili schemi, e con quel disegno che si intrecciava perfettamente con le atmosfere del racconto, è stata una rivelazione. Milazzo, con il suo tratto deciso, la sua capacità di rendere le emozioni attraverso ogni pennellata e ogni linea, è stato il maestro che mi ha introdotto a un nuovo modo di vivere il fumetto. Una lettura che non si limitava all’azione, ma che affrontava temi complessi, senza mai cadere nel banale. E la bellezza dei suoi disegni rendeva tutto incredibilmente tangibile, quasi reale. Non riuscivo a fare a meno di restare incantato davanti a quelle tavole, sospeso tra il racconto e la sintesi grafica.
Non è stato però solo Milazzo a farmi amare Ken Parker. Il suo lavoro è stato affiancato da altri disegnatori che hanno lasciato un segno profondo. Da Marraffa a Alessandrini, a quel cameo di Calegari finito da Giorgio Trevisan, senza dimenticare il formidabile Giovanni Cianti, ogni nuovo ingresso nella serie ha portato una sfumatura unica, pur rimanendo sempre fedele a quella visione che Milazzo aveva saputo instaurare. Ogni disegnatore, con il proprio stile, ha contribuito a costruire l’epopea di Ken Parker, ma l’impronta di Milazzo, indiscutibilmente, è stata quella che ha reso la serie una delle più belle della storia del fumetto italiano.
Tutti loro, i disegnatori che si sono succeduti, hanno dato il meglio di sé, e la capacità di ognuno di arricchire il personaggio senza tradirlo è stata una delle ragioni per cui Ken Parker ha conquistato il mio cuore, rendendolo tanto speciale. Ogni tavola, ogni vignetta, è diventata un ricordo indelebile, che ancora oggi mi accompagna come parte di un’epoca irripetibile.
In sostanza, Milazzo e i suoi compagni di viaggio artistici sono riusciti a creare un nuovo universo che, pur essendo lontano dalla leggenda di Tex, ha suscitato in me emozioni altrettanto intense, arricchendo la mia visione del fumetto e dei suoi eroi. Ken Parker è diventato per il sottoscritto un altro punto di riferimento, una visione diversa ma altrettanto affascinante.
Conoscerò Milazzo nel 1983 nell’Università a Roma e qualche anno più tardi avrò il piacere di farci una chiacchierata a Lucca, in occasione della fiera del fumetto. Ma questa è un’altra storia.