Sei in: Home page > Articoli > Baricco e Tex: quando la sinistra scopre il Far West (e lo perde subito)
Francesco Bosco [19/03/2025]
Alessandro Baricco, scrittore emerito collocato a sinistra, si è finalmente degnato di illuminarci con la sua analisi politica di Tex Willer. Perché, ovviamente, quando si parla di un ranger che combatte fuorilegge e difende i deboli nel Far West, la prima cosa che viene in mente è: "Ma da che parte sta, politicamente parlando?"
Baricco, con la sua prosa raffinata e il suo sguardo penetrante, ha deciso che Tex è di destra. Certo, perché no? Dopotutto, Tex è noto per il suo amore per le grandi corporation, per il suo disprezzo verso i nativi americani (aspetta, no, quello è un altro film), e per la sua passione sfrenata per il libero mercato. Chissà quante volte lo abbiamo visto discutere con Carson di tasse e privatizzazioni mentre cavalcava nella prateria.
Ma, ovviamente, quando un intellettuale di sinistra si avventura nel territorio del fumetto popolare, il risultato è sempre lo stesso: un disastro. Eppure, in questo caso, il danno è tutto per la sua sinistra. Perché, diciamocelo, chi se ne frega di dove sta Tex Willer sullo spettro politico. Lui è lì per passare la sua giornata. E forse, proprio per questo, è più vicino all’uomo comune di quanto Baricco possa mai sperare di essere.
Fortunatamente, a presenziare al dibattito c’era anche Mauro Boselli, l’attuale scrittore di Tex, il quale, con la pazienza di chi deve spiegare per la milionesima volta che l’acqua è bagnata, ha ribadito: “Tex non è né di destra né di sinistra”. Già, perché Tex è troppo occupato a cavalcare, sparare ai cattivi e fare giustizia per preoccuparsi di schieramenti politici. Ma, si sa, quando un intellettuale di sinistra si mette in testa di politicizzare un mito popolare, apriti cielo.
In ogni caso, non avrei voluto scrivere questo breve articolo, rispondere a tale approssimazione, ma visto che non avevo niente da fare... eccomi qua. Grazie, Baricco, per averci regalato un altro momento di profonda riflessione politica su un personaggio che non è mai stato visto ad un seggio elettorale.
Avanti il prossimo